Scarpe per il colloquio di lavoro: cosa scegliere e cosa evitare
In breve: per un colloquio di lavoro la scarpa giusta è chiusa, pulita e comoda: una décolleté con tacco medio a blocco o una T-bar bassa, in nero, moka o grigio. Deve permetterti di camminare sicura e di dimenticarla. Da evitare i tacchi molto alti, i sandali, le scarpe consumate e quelle nuove mai provate.
Perché la scarpa conta più di quanto sembri
In un colloquio ci si concentra sull'abito, sul curriculum, sulle risposte. La scarpa sembra un dettaglio, ma è quella che decide come entri nella stanza: il passo, la postura, la sicurezza con cui attraversi un corridoio o sali una scala. Una scarpa che fa male si vede sul viso prima che sul piede.
La regola, quindi, è semplice: la scarpa del colloquio deve essere una scarpa che conosci. Non quella comprata il giorno prima, ma un paio già portato qualche volta, che sai come si comporta dopo un'ora in piedi. Chi produce scarpe lo ripete sempre: la pelle ha bisogno di qualche passo per adattarsi alla forma del piede, e la suola in cuoio di qualche uscita per perdere la rigidità del nuovo.
La décolleté con tacco a blocco
È la scelta che non sbaglia mai. La décolleté dice ordine e cura; il tacco a blocco, largo alla base, le dà stabilità e un passo sicuro anche sui pavimenti lucidi degli uffici. Un'altezza intorno ai cinque centimetri è il punto di equilibrio: slancia senza affaticare.
Da provare: Décolleté Petraio in nappa Nera, blocco 55 mm, oppure la stessa forma in un tono più caldo, la Décolleté Petraio in nappa Moka, blocco 55 mm.
La scarpa giusta non si fa notare: ti lascia libera di farti notare tu.
Dalla manifattura
La T-bar bassa per chi cammina molto
Se il colloquio prevede spostamenti, una giornata di incontri o una visita in azienda, la T-bar è più pratica. Il cinturino trattiene il piede, il tacco basso permette di camminare a lungo. In nappa nera è sobria quanto una décolleté, con un tocco di carattere in più.
Da provare: T-bar Petraio in nappa Nera, stiletto 50 mm.

E il mocassino?
Per molti ambienti, come agenzie creative, startup e studi di design, un mocassino curato è perfetto e comunica sicurezza senza formalità. Con un pantalone dritto e una giacca morbida è la scelta di chi vuole sembrare se stessa. Meglio evitarlo solo in contesti molto formali, come banche e studi legali tradizionali.
Da provare: Mocassino Riviera in pelle bottalata Grafite, con suola ultra leggera.

Cosa evitare
- Tacchi molto alti. Oltre i sette o otto centimetri il passo cambia, e in un colloquio conta sentirsi stabili.
- Sandali e scarpe aperte. Anche in estate, in molti ambienti risultano troppo informali.
- Scarpe consumate. Tacchi rovinati e punte graffiate si notano: una visita dal calzolaio prima del colloquio vale la spesa.
- Colori troppo accesi. Meglio che la scarpa accompagni il look e lasci parlare te.
Le vostre domande
Domande frequenti
Che scarpe mettere a un colloquio di lavoro?
Una décolleté o una T-bar chiusa con tacco medio, in nero, moka, grigio o blu scuro. In ambienti informali va bene anche un mocassino curato.
Che altezza di tacco è adatta a un colloquio?
Tra i tre e i sei centimetri, meglio se a blocco o a rocchetto. L'importante è camminare con naturalezza.
Le ballerine vanno bene per un colloquio?
Sì, se sono eleganti, con punta sfilata e in pelle liscia o camoscio. Evita quelle troppo sportive o consumate.
Una scarpa giusta non si fa notare: ti lascia libera di farti notare tu. È il principio con cui lavoriamo nella nostra manifattura di Napoli, dal 1963.
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