Scarpe Mary Jane: la tendenza dell'inverno 2026 e come portarle

5 novembre 2026  ·  5 min di lettura

Mary Jane Petraio in camoscio fango con tacco a rocchetto 45 mm indossata con pantalone grigio, Isabella Ferrante

In breve: Le Mary Jane sono la forma che le riviste e lo street style hanno riportato al centro dell'inverno 2026, spesso in velluto e nei toni gioiello. Per portarle ogni giorno conviene sceglierle con punta sfilata, un tacco basso e stabile e una materia che assorbe la luce, come il camoscio o il raso di ciniglia.

Perché le Mary Jane sono tornate quest'inverno

Nelle ultime settimane le riviste di moda hanno indicato la stessa direzione: scarpe con il cinturino sul collo del piede, piatte o con un tacco appena accennato, in velluto e in colori profondi come il bordeaux, il verde bosco e il blu notte. Le si vede nello street style delle città europee al posto delle sneakers, sotto i cappotti lunghi e i pantaloni sartoriali.

Non è una sorpresa. La Mary Jane è una forma che la calzatura femminile conosce da più di un secolo, e torna ogni volta che la moda cerca una grazia più composta, meno gridata. Quest'anno torna adulta: punta sfilata invece della punta tonda da bambola, cinturino sottile, linee pulite.

Chi produce scarpe sa una cosa che dalla foto non si vede: il cinturino di una Mary Jane non è un ornamento. Tiene il piede dentro la scarpa a ogni passo, e per questo la sua posizione sul collo del piede conta quanto l'altezza del tacco. Se cade nel punto giusto, la scarpa accompagna il passo senza stringere.

Il tacco giusto: dalla ballerina al rocchetto

La Mary Jane nasce bassa, e bassa resta la sua versione più portabile. Per una giornata intera in città la scelta più sicura è un tacco tra i tre e i cinque centimetri. Il tacco a rocchetto, più largo alla base e più stabile di uno stiletto, dà slancio senza togliere equilibrio e, insieme alla punta sfilata, allunga la linea della gamba anche con un pantalone alla caviglia.

Da provare: Mary Jane Petraio in camoscio Fango, un grigio caldo che si accorda a tutto, e Mary Jane Petraio in camoscio Bordò, il tono gioiello della stagione. Entrambe hanno il rocchetto da 45 mm e il cinturino regolabile con fibbia brunita.

Mary Jane Petraio in camoscio fango, tacco rocchetto 45 mm, indossata Mary-Jane Petraio Camoscio Fango, rocchetto 45mm
Fig. 01 Mary-Jane Petraio Camoscio Fango Rocchetto 45mm €145,00 Scopri
Mary-Jane Petraio Camoscio Bordò, rocchetto 45mm
Fig. 02 Mary-Jane Petraio Camoscio Bordò Rocchetto 45mm €145,00 Scopri

Il cinturino di una Mary Jane non è un ornamento: è la mano che tiene il passo.

Dalla manifattura

Velluto, camoscio o raso: la materia fa la stagione

La tendenza di quest'inverno passa soprattutto dalla materia. Il velluto è la superficie che le riviste hanno messo in primo piano, ma l'effetto cercato è uno solo: una scarpa che assorbe la luce invece di rifletterla, morbida allo sguardo prima ancora che al tatto.

Il camoscio ottiene lo stesso effetto con la resistenza della pelle: ha una finitura vellutata naturale, regge bene la giornata e si ravviva con una spazzola dedicata. Il raso di ciniglia è la scelta per la sera, quando si vuole un nero profondo che sembra velluto. In entrambi i casi la fodera in pelle fa la differenza: lascia respirare il piede anche nelle ore lunghe negli ambienti riscaldati.

Per la sera: Ballerina Mergellina in raso Nera, una Mary Jane in raso di ciniglia con punta sfilata, cinturino con fibbia argentata e un piccolo blocco da 20 mm.

Ballerina Mergellina Raso Nera
Fig. 03 Ballerina Mergellina Raso Nera   €90,00 Scopri

Mary Jane o T-bar: qual è la differenza

Le due forme si confondono spesso. La Mary Jane ha un solo cinturino orizzontale che attraversa il collo del piede. La T-bar aggiunge un cinturino verticale che parte dalla tomaia e incontra quello orizzontale, disegnando una T. Il risultato è una scarpa che tiene il piede in due punti e che sul collo del piede lascia un segno grafico più netto.

Chi ama la Mary Jane ma vuole un tacco più sottile trova nella T-bar la sua alleata: T-bar Petraio in camoscio Cacao, con cinturino verticale, fibbia oro e stiletto da 50 mm, porta la stessa grazia in ufficio e a cena.

Scarpe T-bar Isabella Ferrante Petraio in camoscio cacao con tacco a stiletto da 50 mm e cinturino sottile, vista alternativa T-bar Petraio Camoscio Cacao, stiletto 50mm
Fig. 04 T-bar Petraio Camoscio Cacao Stiletto 50mm €135,00 Scopri

Come abbinarle senza sembrare in costume

Il rischio della Mary Jane è l'effetto bambola. Lo si evita con capi dal taglio maschile: un pantalone dritto alla caviglia, un cappotto lungo, un blazer. Con le gonne, la lunghezza midi è la più equilibrata.

  • Collant velati neri o color tabacco con il camoscio scuro: allungano la gamba e lasciano leggere il cinturino.
  • Calze a costine a vista con il pantalone corto: un abbinamento che le riviste hanno rilanciato quest'autunno, da tenere nello stesso tono della scarpa.
  • Jeans scuro con orlo alla caviglia: il modo più semplice per portare una Mary Jane nei giorni feriali.

Le vostre domande

Domande frequenti

01

Le Mary Jane sono di moda nell'inverno 2026?

Sì. Le riviste di moda le hanno indicate tra le forme della stagione, soprattutto in velluto, camoscio e colori profondi come bordeaux, verde e blu notte.

02

Che differenza c'è tra Mary Jane e ballerina?

La ballerina classica è aperta sul collo del piede. La Mary Jane aggiunge un cinturino che lo attraversa e tiene il piede dentro la scarpa, per questo è più stabile nel passo.

03

Le Mary Jane con il tacco sono comode tutto il giorno?

Lo sono quando il tacco è basso e stabile, come un rocchetto tra i 30 e i 50 mm, e quando la scarpa ha fodera in pelle e un'imbottitura che assorbe l'impatto del passo.

04

Come si portano le Mary Jane con i collant?

Con collant velati nello stesso tono della scarpa o appena più chiari. Il nero velato con il camoscio scuro è la combinazione più elegante; le calze a costine funzionano meglio con i pantaloni alla caviglia.

Una Mary Jane si allaccia la mattina e si slaccia a sera. Nella manifattura la costruiamo, dal 1963, perché tra un gesto e l'altro ci stia una giornata intera.

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